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25/01/2017 tempo di lettura: 4 min

Twin Peaks S1-2 – Sogno Elaborato

Categorie : Film & Series, Recensioni

Girando sullo Sky Box Sets ho trovato questa serie (è scaduta il 31/12, quindi potreste non trovarla più su questa piattaforma) che ricordavo essere stata un vero cult degli anni ’90 e per certi versi simile ad un’altra serie che avevo iniziato a vedere un po’ di tempo fa sempre su Sky ovvero Wayward Pines. Da un’idea di David Lynch e Mark Frost, signori e signore… Twin Peaks!

Lo stile di Twin Peaks non si può confondere con nessun’altra serie se non con quelle che poi sono diventate le loro clonazioni. Il genere si può classificare fra il thriller e il fantastico ma la sensazione che più di ogni altra arriva allo spettatore è lo smarrimento.

L’intera storia narrata sembra alternare fasi di lucidità in cui lo stile è quello di una normale indagine, fasi demenziali/comiche a volte al limite del surreale e momenti di vera e propria follia. Inutile cercare una soluzione, inutile cercare un’interpretazione. Giunti alla fine del percorso delle due stagioni di cui è composta si riesce solo a rabbrividire per il finale che dopo una lunga fase di delirio lascia agli occhi la limpida verità di quello che sarà il futuro dei protagonisti.

L’incipit lo prendo direttamente da Wikipedia, perchè lo trovo confezionato molto bene:

La serie è ambientata nella fittizia cittadina montana di Twin Peaks situata nello Stato di Washington, a cinque miglia dal confine tra Stati Uniti e Canada. L’apparente tranquillità del paesino è turbata dal ritrovamento del cadavere di Laura Palmer, figlia unica del noto avvocato Leland Palmer, nonché una delle ragazze più popolari della città. Le indagini sono affidate alla locale polizia e anche all’agente speciale Dale Cooper dell’FBI e permettono di far affiorare il lato oscuro del luogo e dei suoi abitanti.

Wikipedia

Nonostante la serie sia finita da più di vent’anni, lasciando irrisolti tanti misteri (che per la natura stessa della serie probabilmente resteranno tali) è notizia di poco tempo fa che Twin Peaks non è finito e tornerà con una nuova stagione a partire dal 21 maggio di quest’anno.

Tanto si è scritto, tanto si è parlato di questa serie e lo stesso creatore, David Lynch e sua figlia Jennifer hanno pubblicato più di un libro ufficiale sulle vicende della serie. Da “L’autobiografia dell’agente speciale Dale Cooper” a “Il diario segreto di Laura Palmer”. Il più recente è apparso il 16 ottobre e parla degli avvenimenti successivi al termine della seconda stagione (The Secret History of Twin Peaks), ma in Italia sembra non aver ancora visto la luce al momento anche se Mondadori dovrebbe averne acquisito i diritti.

Per quanto mi riguarda ci sono due personaggi veramente originali e svincolati da qualsiasi stereotipo che ho adorato anche nell’interpretazione. Da un lato quello che può essere considerato il protagonista principale, ovvero l’agente Dale Cooper (Kyle MacLachlan), dall’altra la controversa Audrey Horne (Sherilyn Fenn), figlia di Benjamin Horne, imprenditore ricchissimo e proprietario fra le altre cose dell’Hotel dove l’agente Cooper alloggia.

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Naturalmente parlando di attori che mi hanno stupito positivamente l’elenco è molto più numeroso visto anche che spesso i ruoli di ciascuno impongono dei repentini cambi di personalità o di umore. Gli esempi più evidenti sono quelli di Benjamin Horne (Richard Beymer), Leland Palmer (Ray Wise) e Nadine Hurley (Wendy Robie).

Ci sono poi dei personaggi più statici nella loro evoluzione ma che sicuramente donano personalità alla serie facendo spesso sorridere. Come dimenticare ad esempio La Signora Ceppo (Catherine E. Coulson), Lucy Moran (Kimmy Robertson) o L’Agente Andy Brennan (Harry Goaz).

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Indimenticabile a mio modo di vedere anche l’agente Albert Rosenfield (Miguel Ferrer) esperto di medicina legale per via del suo cinismo senza veli degno del Sergente Hartman di Full Metal Jacket. Altra nota per il Nano (Michael J. Anderson) che mi ha inquietato veramente tanto, soprattutto durante la sua prima apparizione.

Non mi hanno invece convinto del tutto lo sceriffo Harry Truman (Michael Ontkean) e Josie Packard (Joan Chen). Il primo più per una questione di personaggio, la seconda per la recitazione.

Le ambientazioni non hanno un impatto deciso, tranne in alcune occasioni, come la sigla che fa da cartolina all’intera cittadina e in alcuni momenti di follia come nel caso della Loggia. Forse per associazione mi ricorda gli stessi toni e atmosfere di Eyes Wide Shut, molto evocativa. Trovo particolarmente riuscite come ambientazioni anche l’albergo The Great Northern Hotel e il One Eyed Jack’s.

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Le musiche a cura di Angelo Badalamenti sono un po’ insistenti a volte, ma i temi sono piuttosto chiari. Di tutte le tracce le più riconosciute e famose sono Theme/Falling che si sente nella sigla e il tema di Audrey: Audrey’s Dance. Ve le lascio tutte e due qua sotto.

Sicuramente consiglio di vederlo a chi vuole vedere una serie unica nel suo genere, scendendo a patti con la natura e le manie dei suoi interpreti. Dopo averla vista si rimane legati a quella piccola città di montagna come se fosse reale.

Spoiler-Alert

Lato spoiler posso solo dire di aver amato il finale con l’Agente Cooper che riesce a uscire dalla Loggia soprattutto per il fatto che da spettatore, dopo tanto tempo trascorso senza capire cosa stia succedendo, alla fine con la sola scena dello specchio viene chiarito ogni dubbio.

L’altra scena che penso di aver amato, per quanto grottesca è il momento di follia di Benjamin, impegnato a combattere la guerra civile americana nei panni del generale sudista Jeb Stuart.

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1 Commento

  • RispondiChiara Montefusco 26/06/2017

    Ciao a tutti, io sono in possesso del libro in oggetto. Se siete ancora interessati, scrivetemi a chiara.montefusco@gmail.com. Fatevi sentire numerosi e a presto! Chiara